Santissima Trinità e Divina Proporzione

Lo studio della proporzione nell’arte come ricerca del mistero trinitario

ROBERTO CONCAS

Un codice nascosto nell’arte

Leonardo, la Croce e la Divina Proporzione Dopo oltre quarant’anni di studi sulla Divina Proporzione, Roberto Concas svela l’esistenza di un linguaggio geometrico nascosto che collega arte, teologia e matematica.
Un codice millenario celato nelle opere d’arte e nell’architettura cristiana tra il IV e il XVIII secolo.
Un linguaggio invisibile, matematicamente preordinato, trascritto da Leonardo nel suo disegno dell’Uomo Vitruviano, con la precisione di un teologo e la libertà di un artista.
Il disegno, così come la stele di Rosetta che ha permesso di leggere l’egiziano antico, svela la relazione tra la Divina Proporzione e la Santissima Trinità.

Una scoperta destinata a modificare profondamente il modo di leggere l’arte “cristiano-trinitaria” e lo stesso pensiero di Leonardo da Vinci.

Un dialogo nuovo tra geometria, teologia e bellezza

Nel volume “Santissima Trinità e Divina Proporzione – Lo studio della proporzione nell’arte come ricerca del mistero trinitario” , Roberto Concas presenta — con metodo rigoroso e dimostrazioni matematiche verificabili — almeno tre scoperte decisive:

– La presenza di Croci geometriche nascoste all’interno delle opere d’arte dal IV al XVIII secolo, costruite su rapporti matematici perfetti e tracciate mediante “linee artificiali che scompaiono una volta finita l’opera”, come annotava Tommaso d’Aquino;

– La vera natura dell’Uomo Vitruviano, che non rappresenta soltanto l’armonia del corpo umano, ma un codice teologico cifrato ispirato al mistero della Trinità;

– La relazione profonda tra Divina Proporzione e dottrina trinitaria, già dal primo Concilio di Nicea, dove “tre rapporti perfettamente interdipendenti generano l’unità”, assieme al richiamo evangelico a “prendere, portare, farsi carico della Croce”, interamente rappresentati nelle strutture nascoste delle opere.

“Questa ricerca non chiede atti di fede, ma attenzione e dialogo. L’arte, come la fede e la scienza, non chiude il mondo in una formula.”

Roberto Concas

Un dialogo nuovo tra geometria, teologia e bellezza

Seguendo le indicazioni di Luca Pacioli e la semiosi leonardesca, il volume restituisce alla Divina Proporzione il suo significato originario: linguaggio della Creazione e impronta della perfezione divina.

Con più di 600 note critiche e 212 tavole illustrate, il libro offre a storici, studiosi e appassionati una nuova chiave interpretativa per comprendere l’arte cristiana come teologia visiva.

La scrittura nascosta dei maestri

Dietro la bellezza delle opere dei grandi artisti — come Giotto, Cimabue, Leonardo, Piero della Francesca, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Leon Battista Alberti, Bernini, riaffiora un sistema di proporzioni segrete espresso nelle Croci disegnate con “linee artificiali che scompaiono nell’opera compiuta”, come scriveva Tommaso d’Aquino.

Una grammatica spirituale che rivela l’intreccio profondo tra fede, arte e matematica.

La ricerca dimostra come l’Uomo Vitruviano non sia soltanto il simbolo dell’armonia umana, ma la trascrizione di un significato più profondo: la figura del Cristo trinitario, costruita secondo le regole della Divina Proporzione che hanno guidato l’arte cristiana per quindici secoli.

Non un inganno, ma un velo: un messaggio da decifrare.

Questa ricerca:
・ non chiede di essere accettata,
・ non chiede atti di fede,
・ non impone ma si propone,
・ chiede solo attenzione e dialogo.

Per i credenti:

・ può essere una conferma spirituale,
・ la fede che prende forma.

Per gli studiosi:

・ una struttura da esaminare e verificare.

Per tutti:
・ un percorso nella conoscenza.

L’arte, come la fede e la scienza, non chiude il mondo in una formula.
Se c’è un mistero, è nell’ordine che lega il visibile all’invisibile.
E questo ordine – oggi – può essere indagato.

Cos’è. la Divina Proporzione?
Perché Luca Pacioli la riconduce a Dio e alla Santa Trinità?

La possibile risposta in una lunga ricerca interdisciplinare, condotta secondo criteri di verificabilità. analitica, che apre ad un’inedita prospettiva sulle arti e sulle società. ispirate ai dettati del cristianesimo trinitario.
Un percorso, dai retabli pittorici sardo-catalani all’enigmatico Uomo Vitruviano di Leonardo, sino ai grandi artisti che hanno modellato la concezione dell’arte nelle società.
Dell’umanesimo rinascimentale, illuministiche, laicistiche e contemporanee divenendo soglia, quasi insuperabile, di appagamento della conoscenza.
E tuttavia, la ricerca non conosce fine.
Così, l’ingannevole Homo ad Circulum e Homo ad Quadratum, nello sciogliersi degli enigmi, si rivela come un inganno di Leonardo impiegato per trascrivere le segretissime regole, matematico-esegetiche, della Divina Proporzione raffigurabili in un Deus Trinitas dove “Unus de Trinitate passus est”. Deus Crucifixus di agostiniana memoria.Analogamente, le inesplorate cinque ragioni, indicate da Pacioli, che mettevano in relazione la Divina Proporzione con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, trovano luce nell’unificante simbolo trinitario della Croce.
In precedenza, Boccaccio, nel Trattatello in laude di Dante, affermava che la Commedia doveva essere definita Divina per la sua imitazione delle vestigie dello Spirito Santo.
Per la cristianità. trinitaria, nel Cristo in Croce che la Santissima Trinità può manifestarsi agli uomini, il Cristo in virtù del quale esistono tutte le cose.
Lo studio documenta, nelle opere d’arte e architettoniche tra il IV e il XVIII secolo, la presenza compositiva di tre Croci, riferibili al Padre, che contiene quella del Figlio, avvolte da una terza quale ombra dello Spirito Santo.
Croci, geometricamente costruite con linee artificiali che scompaiono una volta finita l’opera, come scriveva Tommaso d’Acquino.
La ricerca propone una teoria di carattere sistemico e a vocazione generale, volta a individuare un principio formale ricorrente all’interno di un’ampia tradizione iconografica e culturale.
In tal senso, si offre alla valutazione critica da parte delle diverse competenze disciplinari coinvolte.

“Sulle tracce della Divina Proporzione” è la mostra immersiva che accompagna il volume: un percorso che attraversa quindici secoli di arte cristiana per rivelare le croci geometriche, le linee artificiali e il linguaggio nascosto che unisce Leonardo, la teologia trinitaria e la geometria sacra.
Attraverso proiezioni, ricostruzioni e analisi visive, la mostra rende visibile ciò che per secoli è rimasto invisibile: l’armonia segreta che struttura le opere d’arte dal IV al XVIII secolo.